Il Museo della Grotta

GEOLOGIA, SPELEOLOGIA E ARCHEOLOGIA 

LA STORIA

Aperto al pubblico nel 2001, il Museo nasce come raccolta permanente nel 1969 ad opera del Comitato Culturale Pradis e del Gruppo Speleologico Pradis, allestita presso i locali dell’ex scuola elementare della frazione e chiusa in seguito al sisma del 1976.

La sede attuale si trova nelle immediate vicinanze delle Grotte di Pradis, sito frequentato nel corso del Paleolitico medio e superiore e scavato negli anni Settanta del Novecento dal prof. Giorgio Bartolomei dell’Università di Ferrara.

L’allestimento presenta il mondo della grotta dal punto di vista della sua frequentazione da parte degli animali e dell’uomo, attraverso l’esposizione di resti palentologici e di reperti archeologici, frutto di rinvenimenti casuali e di recenti indagini scientifiche. La raccolta si completa con una sezione di fossili e di minerali di provenienza anche locale.

LE COLLEZIONI

Clicca per scoprire le varie sezioni del Museo della Grotta

Icon.Orso

L'ORSO DELLE CAVERNE

Ad accogliere i visitatori all’ingresso vi è una ricostruzione di uno scheletro di Ursus spelaeus, detto anche orso delle caverne, composta da ossa ritrovate nelle grotte locali. 

Molti dei resti di questo animale qui esposti sono stati rinvenuti negli anni Settanta all’interno di una delle cavità della cosiddetta Grotta dell’Orso, durante un’uscita esplorativa del Gruppo Speleologico di Pradis, e, più recentemente, presso la Grotta del Rio Secco.

Più avanti, si trova anche una scenografica ricostruzione in pelo, a grandezza naturale, dell’animale. Studi recenti mostrano come questo enorme plantigrado, che poteva raggiungere dimensioni ragguardevoli, fosse quasi completamente vegetariano. Questa specie, comparsa all’inizio del Pleistocene medio, circa 700.000 anni fa, ha raggiunto l’apice della diffusione durante l’era glaciale o Glaciazione di Würm (circa 120.000 anni fa) per scomparire attorno ai 23-20.000 anni da oggi nel corso dell’ultimo massimo glaciale.

Icon.Neanderthal

lE GROTTE

GROTTE DEL RIO SECCO

La grotta si presenta come uno dei siti più interessanti per lo studio del modo di vita degli ultimi Neanderthal e dei primi uomini anatomicamente moderni del Friuli Occidentale. In questa cavità sono stati rinvenuti resti faunistici, strutture di focolari e carboni di legna.

I Neanderthal hanno frequentato questa caverna intorno a 47.000-43.300 anni fa per cacciare orsi delle caverne e orsi bruni. E’ eccezionale anche il ritrovamento di un artiglio di aquila, utilizzato forse per scopi simbolici o ornamentali.

Nei livelli superiori, datati al radiocarbonio 29.000 anni fa, i Sapiens del Rio Secco avevano acceso, direttamente al di sopra di una lastra calcarea, un fuoco del quale si sono conservati perfettamente i resti carboniosi della legna utilizzata. Tra gli stessi, è stato individuato un frammento di scapola di castoro con chiare tracce di combustione.

GROTTE DEL clUSANTIN

Le grotte vengono presentate con cinque bacheche e relativi pannelli descrittivi contenenti i risultati delle ricerche dell’Università di Ferrara.

I depositi, che riempivano questa piccola cavità seppellivano un livello scuro e ricco di carboni, ossa e manufatti in selce scheggiata, ultimi resti di un accampamento di cacciatori-raccoglitori risalente alla fine del Paleolitico superiore.

Nei resti di focolare, sono stati trovati carboni di pino mugo e larice. Tra i resti animali spiccano un’elevato numero di ossa di marmotta, stambecco,  capriolo,  alce e cinghiale, la maggior parte dei quali con  evidenti segni di selce.

Le selci scheggiate rinvenute,  testimoniano la varietà dei luoghi di approvvigionamento visitati dai cacciatori paleolitici di Grotta del Clusantin. Tra i ritrovamenti,  lame e schegge con bordi regolari e taglienti per la macellazione,  coltelli a dorso, perforatori, bulini e grattatoi. La tipologia più comune nel sito, però, è rappresentata dalle punte di freccia, chiamate armature, con circa trecento esemplari trovati.

GROTTE DI PRADIS

 Grotte di Pradis hanno evidenziato una ricca varietà di reperti archeologici e paleontologici. Durante le campagne di scavo degli anni Settanta, sono stati recuperati manufatti litici in selce e reperti paleontologici. Tra i ritrovamenti più significativi ci sono punte di freccia, raschiatoi, schegge a ritocco erto e denticolati, che testimoniano una frequentazione episodica nel corso del Paleolitico medio. Nei livelli superficiali dei ripari sono stati trovati reperti databili alla fine del Paleolitico superiore, come nuclei, bulini, grattatoi e strumenti a dorso.

Le bacheche espositive conservano una varietà di reperti, tra cui strumenti in selce, ossa di marmotta con segni di macellazione e resti di grandi mammiferi. Da evidenziare un dente da latte di un bambino che ha restituito, grazie a specifici esami, la mobilità e la storia genetica del gruppo di cacciatori- raccoglitori di cui faceva parte questo piccolo fanciullo di 11-12 anni. 

 I materiali ceramici rinvenuti nelle grotte, databili all’età del Bronzo e al periodo romano-medievale, suggeriscono un utilizzo continuativo delle cavità per la conservazione e la preparazione dei cibi. Questi reperti offrono uno spaccato della vita quotidiana e delle attività economiche degli antichi abitanti della regione.

Icon.archeo

CAVERNA MAINARDA

La Caverna Mainarda si apre al fondo di una dolina posta a nord delle Grotte di Pradis.

Ricerche di appassionati speleologi negli anni Sessanta e Settanta hanno portato al recupero di un’armilla in bronzo qui esposta, con terminazione a testa di serpente e decorazione incisa a motivi geometrici, del tipo utilizzato soprattutto in epoca tardoromana (IV-V secolo). Ė l’unico ritrovamento, tra i reperti delle grotte del Comune di Clauzetto, che riguardi un elemento del costume femminile e non semplici oggetti d’uso comune.

Oltre alla possibilità che si tratti di un oggetto appartenuto ad un individuo che utilizzò la grotta come riparo, non si può infatti escludere la sua appartenenza ad un corredo funerario. La fruizione delle grotte per il culto e per la sepoltura dei morti non è infatti una situazione rara.

Icon. Fossile

Fossili E MINERALI

I fossili sono resti di organismi vissuti nel passato e conservati nelle rocce. La fossilizzazione può avvenire in maniera diretta o indiretta, preservando parti del corpo o tracce dell’attività biologica degli organismi. 

Nelle bacheche sono esposte rocce sedimentarie provenienti dall’area di Clauzetto, tra cui conglomerati calcarei, marne, arenarie, dolomie e calcari organogeni. Inoltre, sono presenti nella collezione fossili come pettinidi bivalvi, echinodermi, coralli, gasteropodi e fronde di felce, provenienti da diverse località del Veneto.

Parte dei fossili esposti proviene dalla collezione di Cesare Viotto e include esemplari del Mesozoico e del Cenozoico delle Prealpi Friulane e Venete.

PER UNA VISITA ACCESSIBILE

Il Museo della Grotta di Pradis ha realizzato un innovativo percorso espositivo accessibile ai visitatori non vedenti, pensato per far conoscere lo stile di vita delle comunità paleolitiche e protostoriche dell’Altopiano di Pradis.

Il percorso si sviluppa ad anello lungo 16 postazioni, collegate da un sistema di orientamento LOGES con segnaletica tattilo-plantare installata su pavimento flottante, così da preservare l’originale pietra di Pradis.

Ogni postazione include un TAG con audio-descrizione, utile anche per chi non conosce il Braille unito a delle riproduzioni tattili di reperti archeologici in 14 postazioni, per un’esplorazione cognitiva e sensoriale. L’intero percorso è arricchito da una traccia sonora ambientale, realizzata dal musicista Mauro Bon, con suoni naturali e ancestrali che accompagnano l’esperienza immersiva.

I NOSTRI PARTNER

Iniziativa realizzata con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Servizio geologico ai sensi della LR 15/2016

Regione autonoma Friulia Venezia Giulia
Università di Bologna
Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia
Comune di Clauzetto
Università di Ferrara
Associazione culturale Pradis
Gruppo Speleologico di Pradis
Ecomuseo Lis Aganis
Consorzio tagliamento
Lions Club Pordenone

I NOSTRI PARTNER

Regione autonoma Friulia Venezia Giulia
Comune di Clauzetto
Università di Bologna
Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia
Università di Ferrara
Logo Associazione Culturale Pradis
Gruppo Speleologico di Pradis
Consorzio tagliamento
Lions Club Pordenone